Maggio
Le rose chinano il capo
per baciarmi i piedi insanguinati.
Scalza cammino sopra il sentiero
che porta alle velate colline
dell’infanzia struggente.
A piedi nudi lo percorro
perché voglio che la terra
mi entri dalle radici
e per osmosi risalga fino ai capelli.
Solo la terra può non tradirmi mai.
Eccomi nella radura
dove guardando il cielo
ero solita riposarmi.
Distesa contemplavo
la mia giovane vita
e dietro le nubi a cumuli
intravedevo il futuro.
Ora è trascorso qualche anno
ma ancora qui mi fermo,
schiena a terra, a domandarmi
perché
perché le rose sono fiorite
anche quando io non c’ero.
Il tempo non si è fermato mai,
qualche luminosa particella
mi ha dato l’illusione.
Non c’è tregua
e niente ferma questa giostra
da una costellazione all’altra
da un’estate all’altra.
Ma quando sarò morta
sarà qui che vorrò tornare,
a piedi nudi, per vedere
se ancora sono fiorite
le rose selvatiche.

