Ho letto questa poesia il 29 ottobre 2009 durante il Festival di Poesia Civile di Vercelli
Dedicato a Pier Paolo Pasolini
nato a Bologna il 5 marzo 1922
morto a Roma il 2 novembre 1975
assassinato
Qui non esiste quasi più niente
del mondo come tu lo hai conosciuto.
Non c’è gentilezza e i poveri sono sempre più odiati.
Qui tutti sono diventati cinici
e si piegano senza protestare
sotto i colpi del bastone mediatico del controllo.
A nessuno interessa la verità
e niente si fa in modo disinteressato.
Qui non esiste più un solo angolo
dove si possa stare soli in silenzio a pensare:
siamo tutti storditi di comunicazione digitale.
Tu, ragazzo dal cuore antico,
che amavi la verità al di sopra di ogni altra cosa,
e la pietà e la mitezza,
tu, ragazzo dell’altro secolo,
completamente inerme, fuori moda,
umile, compassionevole, coraggioso,
che cosa ci diresti oggi di questa Italia del xxi secolo?
I tuoi occhi ci hanno svelato il barocco della povertà
ci hanno mostrato l’ambiguità, gli inganni e la bellezza
ah! Quanto ancora abbiamo bisogno del loro splendore!
Tu che eri tutta anima
e poco corpo
ricurvo piegato
inginocchiato a guardare dentro le crepe dell’umanità
quale provocante verità vuoi rivelarci
su noi stessi e la nostra società violenta e baraccona?



I tuoi occhi ci hanno svelato il barocco della povertà…è vero è così…se penso solo a Ragazzi di Vita…