Utero Power
Mi sembra d’essere una gallina:
sto facendo l’uovo e
voglio lasciar parlare la Figa,
con tutti gli annessi e i connessi:
Utero, Ovaie, Trombe di Falloppio, Ghiandole di Bartolino
e chi più ne ha, più ne metta,
in questa orchestra da camera vaginale.
Sai che musica verrebbe fuori!
Una musica angelica, da sala d’aspetto del Paradiso!
Insomma, la mia Figa
canta felice mentre fa l’uovo.
Vorrei dirlo alla mia ginecologa,
al dottore con l’occhio storto che voleva sradicarmi,
alla segretaria dell’ospedale che mi ha chiamata,
voce melliflua, risultato di numerosi corsi di formazione,
affinché mi presentassi in reparto lunedì prossimo.
Ho disdetto, con grande agitazione,
l’intervento a cui tutti volevano sottopormi,
persino la cassiera del supermercato.
Ma perché il mio Utero è così stupido
da non riuscire a guarirsi da solo?
Se il potere della mente è così forte,
se il potere dell’Utero è sterminato
perché devo essere io, poveretta, a prendere l’ultima decisione?
Utero in testa,
Utero in mezzo alle gambe,
Utero terzo occhio,
Utero sotto i piedi
Utero sulle punte delle penne delle ali.
Mutilazioni Genitali Femminili
Tutte insieme ci siamo occupate di Fatima. È stata operata il 7 gennaio e il giorno successivo l’hanno spedita a casa. È quasi svenuta sugli scalini del Sant’Anna e a Rosita sono venuti i sudori freddi perché non riusciva a reggerla.
Fatima è una somala trentenne, nera, carina, e grossa: pesa quasi cento chili.
L’abbiamo aiutata a cancellare l’orribile storpiaggine che le hanno fatto quando aveva cinque anni, la mutilazione che la lascerà in effetti mutilata per sempre, per tutta la vita; perché ci ha detto il dottore che era la peggiore delle infibulazioni mai viste, la peggiore escissione e tutto quanto di più orribile che possa stare assieme.
Una cosa che gridava vendetta al cospetto del Creatore.
Nei primi mesi della coabitazione con la mia zia novantenne, cercando un po’ di amicizia e di aiuto, Fatima aveva afferrato al volo un mio accenno alle infiammazioni delle vie urinarie. Stavamo parlando di quanto dovrebbe bere la zia, almeno un litro al giorno, per prevenire la cistite. Fatima mi ha confessato che lei ce l’aveva tutti i giorni, la cistite. Che non era in grado di avere più di un’ora di autonomia, o giù di lì, perché doveva andare in bagno e fare pipì.
Una pipì piccolissima, poche gocce di fiamme che la facevano stare molto male.
Così gliel’ho chiesto apertamente, era troppo importante saperlo, e lei mi ha risposto di sì.
Gliel’hanno fatto che era una bambina di cinque o sei anni.
E mi ha raccontato come glielo hanno fatto.
Mi ha anche detto che alla radio ripetevano che non doveva farsi, che era pericoloso e rovinava le bambine e creava loro enormi problemi per tutta la vita. Ma sua mamma ha voluto farglielo lo stesso, come lo avevano fatto a lei e come lo avevano fatto alla madre di lei e come lei lo aveva fatto alle sorelle di Fatima.
Così è. Così si deve fare. Con coltelli e lamette e vetri e aghi e filo.
Fatima non aveva assolutamente idea di come era fatta dentro. E nemmeno come doveva essere fatta fuori, visto lo scempio che avevano eseguito sulla sua Figa.
Le ho fatto dei disegni e gliel’ho spiegato. Le ho disegnato l’Utero, le Ovaie, la Vagina, le Tube, etc… non ho fatto cenno della clitoride, dal momento che non esiste più. Non me la sentivo. E per delicatezza, non le ho fatto il disegno delle piccole e delle grandi labbra. Si sarebbe spaventata a morte, nel rendersi ancor più conto del macello che le avevano fatto in mezzo alle gambe.
Che tristezza! Quanta sofferenza! Il dolore di una bambina violentata.
Utile o Inutile?
È luglio e l’Utero
ricomincia a sputare
spropositati rigagnoli neri,
il colaticcio poco salubre
di un caldo atroce.
L’Utero piange lacrime
amarissime, nerastre,
marronastre, rossastre,
brunastre.
L’odiosamato Utero
inutile, utile a che?
Utile, inutile perché?
Mentre altri si dilettano
-loro che non ce l’hanno-
a disquisire di espianti e trapianti,
l’inceneritore del Sant’Anna
viaggia a tutto spiano.
Togliamo tutto,
buttiamolo via,
l’inceneritore lo riduce in cenere
e a me rimane soltanto
l’impronta dello spavento.
Non morirai per questo.
È ben difficile morire e dopo
non ricorderò nemmeno più
che sesso avevo sul fondo della pancia.


