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Archive for agosto 2010

Mi inoltro nella campagna dopo il crepuscolo, allontanandomi il più possibile dalle luci. Mi fermo più in là, oltre la piccola valle, dove c’è una radura erbosa tra le vigne. Mi stendo schiena a terra e aspetto la notte. Il buio cala lentamente, c’è ancora un po’ di colore arancione laggiù sulla linea frastagliata dell’orizzonte. La grande quercia ospita decine di uccelli che dormono con il capino sotto l’ala. I piccoli chirotteri volano radenti la quercia, i filari, i noccioli. Un rumore di sterpi calpestati, di nocciole che cadono a terra, di erba smossa inquieta il mio cuore disabituato al grande nero. Finalmente siamo avvolti dal buio, gli uccelli, gli alberi, io, la campagna. Sono convinta di vedere la Via Lattea, davvero, come quando ero bambina e la vedevo dal cortile di casa, senza sforzi di immaginazione. Cominciano a cadere le stelle. Dapprima alcune piccole, poi una enorme, che lascia una lunga scia bianca di fumo, doppia e frastagliata. E poi ancora altre, piccole.

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Forse leggere tanti libri di Italo Calvino quest’estate non mi sta facendo granché bene. Certo, una scrittrice italiana deve aver letto tutto Calvino (o quasi tutto) altrimenti che scrittrice è? Così pensavo ed è arrivato agosto e sono ancora qui che annaspo.

La mia amica mi aveva ben detto di dedicarmi a Uomini che odiano le donne, etc. Ma io, testarda, mi son messa a leggere tutto I.C.

Non ce la faccio più. Pietà.

E dire che ci avevo già provato, un po’ di anni fa. Avevo smesso per la disperazione. Certo, I sentieri e tutti gli altri che sono venuti dopo e soprattutto quel capolavoro assoluto che è il Cavaliere Inesistente. Ma adesso “Se una notte d’inverno un viaggiatore” mi fa venir voglia di tagliarmi le vene… esagero? Son io che non capisco?

Mi dico: è bravissimo e possiede una tecnica mostruosa. Ma è anche così pesante!

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