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Archive for gennaio 2011

Ci sono vecchie e vecchi, qui in Istituto, che nessuno viene mai a trovare.  Prendiamo la signora Lucia, per esempio. In questi due anni mai che abbia visto qualcuno accanto a lei che non fosse un operatore oppure il visitatore di un altro ospite. Magari qualcuno è venuto, ma io quel giorno non c’ero. 

Lucia parla in continuazione da sola. Peccato che non si capisca una sola parola di quello che le esce di bocca. E’ un flusso continuo di sillabe inintelligibili, un magma indistinto di vocali e consonanti, una giaculatoria incomprensibile. Mi guarda seria con i suoi occhi azzurri, interlocutoria, e io non so che risponderle. Due denti le ballano in bocca, muove la testa, mi fa dei cenni, corruga la fronte e parla, parla, parla.

Ho imparato a discorrere con Lucia senza preoccuparmi di quello che dice. Le parlo del tempo, le chiedo della salute, le porto qualche notizia da fuori. Ma non posso fermarmi molto con lei, perché R. non vuole che perda tempo con gli altri ospiti. Io sono venuta a trovare lei, no?

E così Lucia continua a parlare da sola. Piega per bene il suo bavaglino, dieci volte di seguito; allunga la mano e afferra qualcosa che solo lei vede e poi si lecca tutte le dita, meticolosamente, una per una; si attacca al vassoio della carrozzella e si dondola. E non smette di parlare.

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Oggi Maria mi ha chiesto il telefonino. Ero appena arrivata, avevo salutato tutti i presenti e mi stavo dirigendo verso R. che dormiva. Dormiva seduta sulla carrozzella con la bocca spalancata. Mentre le passavo accanto, Maria mi ha afferrato per un braccio. Mi sono fermata, l’ho salutata e le ho sorriso. Lei mi ha detto, molto seria:

-Ce l’hai il telefonino?

-Sì, certo.

-Me lo presti?

-A chi deve telefonare, signora Maria?

-Ma me lo presti?

-Mi deve dire chi vuole chiamare, però. Il telefonino è mio.

-E quante storie. Me lo dai?

-Va bene. Lo sa fare il numero?

-Il numero, il numero. Non lo so il numero. Tu lo sai?

-Ma chi deve chiamare?

-Devo chiamare a Dio, devo chiamare. Che mi venga a prendere e portare a casa. Mia figlia non viene; le ho telefonato ieri, oggi e anche domani le ho telefonato, e non viene. Non viene più.

E ha cominciato a gridare.

R. allora si è svegliata, mi ha vista, e mi ha sorriso.

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Finisce così, per forza.

All’inizio hai provato per ore a cercare di comunicare con l’ospite che ti è stato affidato; lo hai spinto per ore sulla carrozzina su e giù per il salone; hai passato ore a guardare negli occhi questa vecchia o questo vecchio che probabilmente non ti vede; alla fine anche tu, che sei un’assistente privata premurosa, non ce l’hai fatta più. Figuriamoci una meno premurosa.

E così, anziché occuparti della persona che ti è stata affidata (e per la quale occupazione prendi un salario, probabilmente in nero) dopo qualche settimana hai cominciato a rispondere ai messaggini sul cellulare. Poi hai preso a sfogliare qualche rivista. Più avanti hai osato chiacchierare con un’altra assistente privata.

Adesso non t’importa più. Chiacchieri, parli al cellulare, leggi una rivista. La persona a cui devi badare? Non capisce. Non parla. Non vede.

Nel pomeriggio, le assistenti private accompagnano nel salone dell’Istituto i rispettivi ospiti. Si sistemano tutti in cerchio e conversano (spesso in un’altra lingua), fanno passare il tempo, mentre gli ospiti le guardano muti.

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Decalogo dei dirittti degli ospiti dell’Istituto

Diritto alla vita –  Ogni persona deve ricevere la tempestiva, necessaria ed appropriata assistenza per il soddisfacimento dei bisogni fondamentali per la vita. Diritto di cura e assitenza – Ogni persona deve essere curata in scienza e coscienza e nel rispetto delle sue volontà. Diritto di prevenzione – Ad ogni persona deve essere assicurato ogni strumento atto a prevenire rischi e/o danni alla sua salute e/o autonomia. Diritto di protezione – Ogni persona deve essere difesa da speculazione e raggiri. Diritto di parola e di ascolto – Ogni persona deve essere ascoltata e le sue richieste soddisfatte nel limite del possibile. Diritto di informazione – Ogni persona deve essere informata sulle procedure e le motivazioni che sostengono gli interventi a cui viene sottoposta. Diritto di partecipazione – Ogni persona deve essere coinvolta sulle decisioni che la riguardano. Diritto di espressione – Ogni persona deve essere considerata come individuo portatore di idee e valori e ha il diritto di esprimere le proprie opinioni. Diritto di critica – Ogni persona può dichiarare liberamente il suo pensiero e le sue valutazioni sulle attività e disposizioni che la riguardano. Diritto al rispetto e al pudore – Ogni persona deve essere chiamata con il proprio nome e cognome e deve essere rispettata la sua riservatezza e il suo senso del pudore. Diritto di riservatezza – Ogni persona ha diritto al rispetto del segreto su notizie personali da parte di chi eroga direttamente o indirettamente l’assistenza. Diritto di pensiero e di religione – Ogni persona deve poter esplicitare le sue convinzioni filosofiche, sociali e politiche, nonché praticare la propria confessione religiosa.

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