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Archive for the ‘Amore’ Category

I tuoni scuotono i palazzi e si rincorrono lungo i viali

sull’orlo delle nuvole basse e nere e piene d’acqua

i tuoni non sanno che direzione pigliare e riempiono il cielo basso e il cielo alto.

Rannicchiati sotto i portici, i senzatetto si rigirano insonni

fra coperte umide perché l’umidità è spessa come un piatto freddo.

Il rumore delle auto che passano tra acqua e tuoni

è un rumore dolce e malinconico, solitario, sperduto.

Forse questi temporali fuori stagione succedevano anche in un gennaio

di tanti anni fa.

Avevo diciotto anni e due maglioni addosso nella mia fredda camera

era notte e studiavo per l’interrogazione e fuori, nel buio

della campagna di gennaio, tuoni, scrosci d’acqua, malinconia senza fine,

solitudine che faceva venire il mal di stomaco, e una fame insensata.

Lasciavo per dieci minuti la trigonometria, la storia, la fisica,

e scrivevo una poesia al mio amore.

Ero sempre innamorata, avevo sempre un amore a cui dedicare poesie.

Fumavo una sigaretta.

Poi ricominciavo a studiare, e non capivo niente,

e i tuoni si rincorrevano nella valle e fuori era così buio

ma così buio, che non ho mai più conosciuto un buio simile.

 

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Sul margine della notte un cane
abbaia lontano; un gatto dorme
abbandonato sopra il mio letto
e a piccoli scatti sogna tremante;
un pipistrello vola robotico
davanti a finestre appannate.

È una notte di nebbia maligna
e le stelle sono tutte nascoste
e quel cane di paura guaisce
per ombre e fantasmi che dal magma
fumoso si staccano ed escono
e mugghianti corpi vivi forgiano.

Con la scusa che erano vere
tu mi hai detto cose cattive
e io ho pianto mentre affermavi
che la verità non ha mai ammazzato
nessuno, piuttosto ha soccorso
non poche persone in piena viltà.

Adesso mi sdraio nel letto
per piangere ancora da sola
e svuotarmi di tutto il dolore.

Il gatto si sveglia, si stira e va a bere il suo latte;
il pipistrello è chiuso nel nido peloso;
il cane stringe il muso in mezzo alle zampe.

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Di Beppe Fenoglio mi sono regalata la prima edizione de “Un giorno di fuoco”, uscito da Garzanti nell’aprile 1963, poco dopo la sua morte, avvenuta il 18 febbraio. Vi è contenuto il racconto lungo – un romanzo – “Una questione privata”, che chiude la raccolta. Ogni volta che lo leggo, apprendo nuovi significati e sfumature e commozioni. Fenoglio, raccontando la vicenda di Milton, e di Fulvia, traduce per la mia anima il senso eterno dell’amore e della pazzia umana.
Qui, nelle mie mani, questo libro mi parla.
Fenoglio non ha potuto stringerlo. Lo stringo io adesso anche per lui.

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Per sempre 

L’amore è fatto di materia indistruttibile

per sempre rimane l’impronta sul cuore e sul corpo.

L’orma della sete, il timbro della fame,

il nodo del fiato vitale, il marchio del desiderio,

il sigillo della fiamma immortale.

 

L’amore è fatto di pensiero, di carne, di gioia,

e prende forma in lunghe, segrete stagioni.

Adesso sai che tutta la storia era per te,

il divino e il mortale si incontravano qui,

e i timidi mesi e i giorni erano per sempre.

 

Io ti parlo di un sentimento senza inizio né fine.

 

L’amore non passa, non svanisce, non perisce,

non scompare, non muore e non si dissolve.

È per sempre, perché è fatto di un materiale eterno

con il potere di cambiare l’aspetto delle persone

che poi stentano a riconoscersi quando s’incontrano.

 

Ma tu mi riconoscerai in ogni luogo e in ogni ora.

 

Leggerai le storie del nostro amore

sulla mia pelle e nei miei occhi;

la scrittura, i segni, le costellazioni ti porteranno a me.

Porgimi il braccio,

dammi la mano:

ti accompagnerò fino alla fine del tempo.

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