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Archive for the ‘lgbt’ Category

http://cultura.notizie.it/loveboy-lovejoy-di-porello-marisa/

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Ho autopubblicato LOVEBOY LOVEJOY con ilmiolibro.it. Nel 2011 l’ho iscritto al concorso Ilmioesordio. Si è qualificato fra i 30 migliori romanzi del 2011 e l’incipit è stato segnalato tra i migliori 10. Si è guadagnato una recensione della Scuola Holden (che ha curato le selezioni, insieme a Feltrinelli e Ilmiolibro). Ecco il link:

http://ilmiolibro.kataweb.it/booknews_dettaglio_recensione.asp?id_contenuto=3726177

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Martedì 29 maggio alle 21 sarò presente insieme a (spero) molt* amic* presso L’Altramartedì del circolo Maurice per la presentazione del mio romanzo LOVEBOY LOVEJOY. Via Stampatori 10, Torino. Vi aspetto, per parlare di amore, giovinezza, ragazzi e ragazze GLBTQ…

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Dedicato a Pier Paolo Pasolini

nato a Bologna il 5 marzo 1922

morto a Roma il 2 novembre 1975

assassinato

 

 TUTTA ANIMA E POCO CORPO

 

Qui non esiste quasi più niente

del mondo come tu lo hai conosciuto.

Non c’è gentilezza e i poveri sono sempre più odiati.

Qui tutti sono diventati cinici

e si piegano senza protestare

sotto i colpi del bastone mediatico del controllo.

A nessuno interessa la verità

e niente si fa in modo disinteressato.

Qui non esiste più un solo angolo

dove si possa stare soli in silenzio a pensare:

siamo tutti storditi di comunicazione digitale.

Tu, ragazzo dal cuore antico,

che amavi la verità al di sopra di ogni altra cosa,

e la pietà e la mitezza,

tu, ragazzo dell’altro secolo,

completamente inerme, fuori moda,

umile, compassionevole, coraggioso,

che cosa ci diresti oggi di questa Italia del xxi secolo?

I tuoi occhi ci hanno svelato il barocco della povertà

ci hanno mostrato l’ambiguità, gli inganni e la bellezza

ah! Quanto ancora abbiamo bisogno del loro splendore!

Tu che eri tutta anima

e poco corpo

ricurvo piegato

inginocchiato a guardare dentro le crepe dell’umanità

quale provocante verità vuoi rivelarci

su noi stessi e la nostra società violenta e baraccona?

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La bocca del lupo

Ieri sono andata a vedere “La bocca del lupo”, il documentario di Pietro Marcello che ha vinto l’ultimo Torino Film Festival. C’è gente che vive nelle caverne, in riva al mare, sotto gli scogli di Quarto dei Mille, buttati come avanzi di risacca; persone che vivono in caverne di sentimenti, affumicate, stordite, perdute; gente che parte sui bastimenti all’inizio del secolo verso altri continenti; operai che lavorano nel porto di Genova come in un luogo preistorico. E poi ci sono loro due, Enzo e Mary, teneri e sentimentali come sanno essere teneri e sentimentali coloro che la vita ha macerato a lungo. Enzo ha trascorso 27 anni in carcere, Mary qualcuno in meno, ma è stata a lungo incarcerata dall’eroina. Sognano una casa in campagna, anche piccola, anche povera, dove trascorrere una vecchiaia tranquilla con i loro cani. Sono riusciti ad avere il loro rifugio? Ci riusciranno? Lo spero con tutto il cuore.

Enzo e Mary si sono conosciuti in carcere vent’anni fa e non si sono più lasciati. Si sono aspettati, si sono aiutati, si sono asciugati le lacrime, si sono guariti. Vivono in una Genova invasa dal dolore, dai relitti, dalle macerie. Eppure una luce straordinaria si irradia dai loro volti, dai loro occhi, dai loro sorrisi. E’ la luce dell’amore. Non sarà un amore perfetto, non sarà un amore sempre gentile, non sarà un amore che si può sposare, ma è un amore vero. E’ un amore nato in carcere, durante quelli che, dice Mary, “Sono stati i quattro mesi più belli della mia vita”. Una volta Enzo ha steso a pugni 30 compagni, durante l’ora di aria, per proteggere la dignità di Mary. I transessuali avevano la loro cella, ma l’ora d’aria in cortile la passavano insieme a tutti gli altri.

Adesso vivono in un basso buio e umido, ma è sempre meglio di una caverna sotto gli scogli, battuta dalle onde.

All’uscita dalla sala, il mio unico desiderio era quello di regalare una piccola casa in campagna a Mary ed Enzo.

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