Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for the ‘Poesie di Marisa Porello’ Category

Autunno di novembre
la terra respira nebbia
dal cielo una piccola pioggia
che sembra rugiada.
Tutto è fradicio e molle d’acqua
e il fango è sottile, vischioso,
come ghiaccio appena ghiacciato.
Dai rami pendono grandi gocce luccicanti
che riverberano il cosmo intero
e la rovina delle foglie è una dolce benedizione.
Che tempaccio direbbe qualcuno
ma io mi tuffo come dentro un mare.
Smanio di gettarmi in questa guazza,
con un paio di gambali e una vecchia giacca,
senza cappello, e le gocciole
come collanine di perle ai capelli.
Le grandi ragnatele
nascoste fra erba e erba
ora finalmente appaiono, svelate,
anch’esse inanellate di cristalli fluorescenti.
Il ragno riposa in una piccola crepa asciutta
sotto il fogliame secco della cicoria.
Per il resto, è un tripudio
di tutti i verdi colori del mondo.
E, incredibilmente, tra la nebbia
e la pioggia persiste
il giallo e il rosso delle vigne,
solo un poco più opaco.

Vieni, vieni, mi chiama
la campagna.
Vieni, torna a casa.
Rifugiati qui e vedi
nel trascorrere delle ore
come cambia il livido colore
delle mie nebbie.
Quando torni? Quando vieni?
C’è tutta quest’acqua che ti aspetta
e tutte le piante grandi e piccole
e le erbe e i cespugli grondanti.
Vieni.
Affogati qui dentro.

Affogati.

Annunci

Read Full Post »

Il lento tremolo

intermittente mastico

del tarlo nei legni vetusti

il trik-trik lontano

sospeso e poi ripreso

per tutta la notte

l’anobio mio compagno

scavatore di ciechi intestini

prega con me.

Trik-trik trik-trik trik-trik.

La larva senza intelligenza

tutta dedita alla progenie

mastica senza sosta

l’arredo del mio mondo.

Mi tiene compagnia.

Mentre affogo in una solitudine insensata

accordo la mia preghiera

al suo devoto rodìo:

mi faccio più attenta

e conquisto il suo ritmo.

Cerco un’armonia consolatrice

che lenisca la mia originaria malinconia.

 

 

Read Full Post »

I tuoni scuotono i palazzi e si rincorrono lungo i viali

sull’orlo delle nuvole basse e nere e piene d’acqua

i tuoni non sanno che direzione prendere e riempiono il cielo.

Rannicchiati sotto i portici, i senzatetto si rigirano insonni

fra coperte umide perché l’umidità è spessa come un piatto freddo.

Il rumore delle auto che passano tra acqua e tuoni

è un rumore dolce, solitario, sperduto.

Forse questi temporali fuori stagione capitavano anche in un gennaio

di tanti anni fa.

Avevo diciotto anni e due maglioni addosso nella mia fredda camera

era notte e studiavo per l’interrogazione e fuori, nel buio

della campagna di gennaio, tuoni, scrosci d’acqua, malinconia senza fine,

solitudine che faceva venire il mal di stomaco, e una fame insensata.

Lasciavo per dieci minuti la trigonometria, la storia, la fisica,

e scrivevo una poesia al mio amore.

Ero sempre innamorata, avevo sempre un amore a cui dedicare poesie.

Fumavo una sigaretta.

Poi ricominciavo a studiare, e non capivo niente,

e i tuoni si rincorrevano nella valle e fuori era così buio

ma così buio, che non ho mai più conosciuto un buio simile.

 

Read Full Post »

tutti i luoghi che non potrò vedere

tutti i libri che non riuscirò leggere

tutte le cose che non potrò sapere…

ahi, mi dolgo e ne sento sollievo

Read Full Post »

non pensare

lasciati andare

– la Terra continua a girare –

Read Full Post »

avventura senza senso

– se cerco un senso –

Energia esplode

e l’Universo tutto contiene

Read Full Post »

inavvicinabili

impenetrabili

– frammenti della Creazione

Read Full Post »

Older Posts »