Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for the ‘Resistenza’ Category

La copertina dell'edizione del 1968

La copertina dell’edizione del 1968

Per onorare Beppe Fenoglio a cinquanta anni dalla morte, voglio rileggere tutte le sue opere. Comincio con Il partigiano Johnny, forse l’opera sua più famosa, che ha ci lasciato incompiuta e che è stata al centro di numerose e importanti discussioni filologiche. Potevo seguire un altro criterio, cioè leggere prima tutto ciò che Fenoglio aveva pubblicato in vita e poi dedicarmi ai libri editi dopo la sua morte. Ma ho l’impressione che non mi serva un criterio per leggere Fenoglio, lo leggo e basta. In casa ho una vecchia copia de Il partigiano Johnny, e comincio da qui. Ma dovrò cercare un’edizione più recente, perché questa in mio possesso credo sia ancora basata sull’edizione del 1968 di Lorenzo Mondo, il primo curatore dell’opera. Partendo da due differenti stesure, e mescolandole, Mondo cercò di dare alle stampe un romanzo che avesse una sua coerenza e che si presentasse al pubblico dei lettori come opera compiuta. Dopo anni di discussioni filologiche, si arrivò nel 1992 con l’edizione di Dante Isella (riveduta nel 2001) al libro che possiamo leggere oggi nella collana ET Einaudi, che ha in copertina un fotogramma che ritrae Stefano Dionisi, il protagonista Johnny nel film del 2000 di Guido Chiesa.
Resta aperta una grande questione: quando fu scritto Il partigiano Johnny? Tra il 1946 e il 1949 (come sostiene Maria Corti) oppure dieci anni più tardi?

Annunci

Read Full Post »

Il cinema a me piace molto, ma non sono un’esperta né una studiosa. Posso solo dire cosa mi piace e perché. E “L’uomo che verrà” di Giorgio Diritti mi è piaciuto moltissimo e per tanti motivi. La grande storia, tragica, sanguinaria, brutale, vista attraverso gli occhi di una bambina che da quando il fratellino le è morto fra le braccia ha smesso di parlare. L’eccidio di Monte Sole, criminale, pazzesco, disperato,  allucinato, che ci fa dolorosamente ricordare da dove arriviamo, di chi siamo figli, che cosa è successo in questo Paese soltanto 66 anni fa. La vita dei contadini, dura, semplice, piena di fatica e di speranza. I partigiani che devono combattere una guerra impari. E’ possibile che tutto questo sia successo qui, sulla nostra terra, nei nostri paesi e nelle nostre città così poco tempo fa? Come mai siamo così disinvolti nel dimenticarcene? Che cosa dobbiamo fare per mantenere viva la memoria di queste stragi, di questa guerra, delle sofferenze di tanta gente? Che cosa possiamo fare perché non succeda più? Eppure, meno di vent’anni fa la stessa cosa capitava a Srebenica e in questo momento capita in tante parti del mondo…  Perché non riesco a darmi pace, non riesco a capire?

Io questi contadini del film li ho amati tutti, donne, uomini, bambini, preti. Nella prima parte, quando la guerra non è ancora così vicina al cortile di casa, e c’è spazio per pensare alla vita faticosa e semplice del cascinale, mi sono tornati alla mente tantissimi ricordi della mia infanzia in campagna. E nella seconda parte del film, quando gli abitanti delle borgate e dei villaggi vengono rastrellati per essere poi ferocemente uccisi, li ho accompagnati per mano, uno ad uno, io con loro. Perché questa è la nostra storia.

Read Full Post »